MonoVisions Photography Awards – International Black and White Photo Contest – Show WinnersGallery

International Black and White Photography Awards. Our aim is to discover the best monochrome photographers from all over the world and deliver the best opportunities to be recognized and rewarded for their work.
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GALILEO N. 250

Quando una tua foto diventa copertina di una rivista nota ed apprezzata a livello internazionale provi quel senso d’incredulità tipico dello scattare nel momento in cui arriva una foto buona. Sento questa copertina come una risposta della mia città alle migliaia di foto che a Lei ho fatto negli anni. Grazie a tutti quelli che credono nella mia fotografia, grazie Padova, meravigliosa città di ora e di allora. Michele

Campagna all’imbrunire.

Le luci dentro, delle persone che cenano con calma flemmatica in grandi cucine, il silenzio che tutto avvolge dopo una giornata di impegno a crescere per tutti noi, le fontane nei fossi, i rari bambini nell’oscurità dei loro giardini, il rumore delle pannocchie mosse da un’aria fresca che scende dai monti. La luna che si appoggia sull’orizzonte in tutta la sua bellezza. Campagna.

Dicono di me.

Paolo Maggiolo descrive la mia fotografia in maniera sublime. Sinceramente lusingato. Perché quando fotografo spero sempre che il “miracolo” descritto si ripeta, ancora per una volta.

Una foto per un convegno

“Come saremo”. Quando una foto diventa immagine di un evento è sempre una soddisfazione. Perché il messaggio è arrivato, ciò che nella testa era solo in potenza viene colto e addirittura “raccolto”.

Ricerca

La ricerca come via, come sogno instancabile. Una boa nella notte, al chiarore della luna. Tutto è fuori fuoco ma nulla fuori posto. La fotografia non è perfezione, è sentimento, aspirazione, sogno.

Luce dentro

Un’altra foto a cui sono particolarmente affezionato e che sento mia nel più profondo dell’anima. Speranza che la luce dentro non si affievolisca mai, che riscaldi, alimenti, sostenga sempre le coscienze di tutti noi. Luce dentro. Agosto 2015

Padova.

La mia città. L’ho fotografata, scrutata, amata. Padova mi ha dato molto, probabilmente tutto. Questa una delle mie foto preferite, una delle prime che ho fatto con la mia amatissima macchina. Padova, il mercato sempre aperto, Piazza delle Erbe. Dicembre 2014.

Ghetto di Venezia

Una vecchia signora mi guarda mentre scatto. La vedo da lontano mentre l’anima di questo posto mi parla. Mi guarda e sento che votrebbe raccontarmi tanto. I suoi occhi da lontano mi dicono tutto. Scatto e piango.

Equilibrio.

Mio figlio Ale muove i suoi primi passi in bicicletta. Evento epocale. Lo inquadro, cerco di tenere a bada l’emozione, cerco la mia solita “frontalita’”. Ale va in bici per la prima volta ed è un capolavoro.

Stay or escape

Emblema della vita. Percorrere tutte le tappe o prendere una scorciatoia? Questa immagine nel maggio 2015 suscitò la curiosità di un mio caro Maestro, Claude Andreini, che ritengo il principale fautore di quello che oggi sono. Non sempre compreso, come spesso capita a chi è “troppo avanti” rispetto al tempo in cui si vive.

Stay or escape.

Corsi e ricorsi

Devo molto a queste assi di legno inchiodate tra loro. La luce, la percezione di qualcosa di primordiale. Una delle mie prime foto. Tutto e il contrario di tutto. Non è cosa osservi, è come. Amatissimo bancale.

Il turco.

La prima fotografia che ho regalato. Al mio caro amico Tony. Ora è nel suo salotto tra tante cose belle e molto più degne di lei. Questo turco è a Moena, luogo in cui tutto ti aspetteresti di trovare tranne un turco. Affascinante volto, affascinante storia. Il mio turco.

Come la pioggia.

La malinconia e’ come uno splendido tramonto con una leggera pioggerellina. Esci senza ombrello perche’ e’ bello cosi’, ma poi quando rientri a casa sei tutto inzuppato.

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